“Al Kilometer non si può resistere…”

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Sono vegetariana, pericolosamente vicina a una dieta vegetale tendente al fruttariano.

kilometer 006 Al Kilometer non si può resistere...Antica birreria Peroni, via San Marcello 19, a due passi da Piazza Venezia. Di quei posti tremendamente alla mano, in cui si mangia fino a scoppiare e si sta appiccicati come le mosche, pronti a schizzar fuori non appena hai ingurgitato l’ultimo cucchiaino di tiramisù. D’altra parte, è molto rinomato e la fila chilometrica per entrare testimonia a suo favore . Voi direte, che c’entrano le mie abitudini alimentari e i rimandi gastronomici col sesso e la città? C’entrano decisamente… 

E la colpa, o il merito, va tutto al mio accompagnatore della serata… Mi sarei dovuta insospettire per quel suo ammiccamento col cameriere. kilometer 0101 Al Kilometer non si può resistere...Ordina “Quel piatto gradito alle signore..”, enigmatica frase in codice e il cameriere assume l’espressione di chi la sa lunga. Vorrei chiedere delucidazioni, ma ho troppa fame e mi avvento subito sulle mie patate fritte e bruschetta. Dopo un po’, capisco tutto. Pare che sia tradizione di lungo corso offrire in quel locale il famoso Kilometer, un esagerato wurstel sapientemente incastonato tra crauti arricciolati e patate, due olive ascolane a sorreggere l’impalcatura (il wurstel, per chi non l’avesse capito, viene servito in posizione eretta) e l’immancabile e allusiva schizzata di maionese giusto in punta. Già a vederlo uno spettacolo. Insomma, la cosa mi ha messo decisamente di buonumore, pensavo anche di fare una foto al mio accompagnatore che si gustava la sua salsiccia e sbeffeggiarlo un po’. Mi sbagliavo. Annunciato da rullo di tamburi, luci della ribalta e richiesta di porre attenzione ai commensali, il kilometer arriva al mio tavolo e mi viene trionfalmente deposto davanti.

Breve scambio di battute col cameriere:

Lui:“Sei timida?”.

Io:“Assolutamente no”.

Lui: “Sei vegetariana?”.

Eccola lì, la mia scelta amletica: faccio la vegetariana puntigliosa e mi perdo il piacere di essere la protagonista della serata, oppure abiuro e addento la punta della salsiccia? Ci sono momenti in cui bisogna pensare e scegliere in fretta. Mi viene in mente un rituale segreto tantrico in cui è permesso mangiar carne…

Io: “Sono vegetariana…”

kilometer 015 150x150 Al Kilometer non si può resistere...Un istante dopo, tra gli sguardi trepidanti degli astanti, ce l’ho voluttuosamente tra le labbra. Solo la punta con la maionese, eh! Applausi, risate, complimenti vari. Nemmeno un po’ di rossore a colorarmi le gote, per la soddisfazione del mio subdolo accompagnatore. Ingoio sorridente il mio personale peccato e lo trovo buono. Pensavo davvero di essermela cavata egregiamente quando, di lì a poco, eccolo di nuovo lì. Non il wurstel gigante, sia chiaro, ma il cameriere con tanto di rotolo di pergamena intestato a mio nome. Vuole che mi alzi e declami davanti a tutti la lode al “miglior amico” delle donne. Lo faccio? Lo faccio: “Amalo come se fosse un bambino, perché solo tu potrai farlo crescere…” o meglio “alzare”.

Ps. Secondo me, al posto delle olive ascolane, sotto il wurstel ci stavano meglio due supplì.

 

 DebDea

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  1. 18 settembre 2012

    Massimo

    Se avessi fatto uno scherzo simile alla mia ragazza penso che mi avrebbe lasciato all’istante :)

    • 18 settembre 2012

      sandra

      allora ha poco spirito, se lo facessero a me mi divertirei un sacco ;)

      • 18 settembre 2012

        Max

        Ciao Sandra,
        beh se una sera sei libera organizziamoci :-)))

        Baciii

  2. 18 settembre 2012

    sergio

    io ho provato la gnocca al ragù…buonissima ;)

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