Racconto Erotico “Calcio… che passione”

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Lo vedevo allenarsi nel campetto di Ostia.

wq 150x150 Racconto Erotico Calcio... che passioneAveva tutto il fascino dell’atleta, una definizione muscolare e una pelle che solo al pensiero morivo. Era impegnato, amava il calcio, ma non solo quello. Alto, bruno, occhi neri, barba regolare di appena di due giorni. La mia preferita. Non sapevo resistergli.

… Un giorno, dopo il suo allenamento, si presenta e mi lascia il numero. “Da usare con parsimonia” aggiunge. Lo odio all’istante, poi penso che dovrei chiamarlo. In fondo entrambi sappiamo… c’è un’intesa che va oltre le parole. “Passa a prendermi dopo l’allenamento” mi dice la sera al telefono. Un uomo che si fa passeggero sulla mia auto, mi lascia scegliere il luogo e il posto… Ci ritroviamo su quell’auto con lo stesso identico obiettivo: esplorarci, concederci, percorrere mondi sommersi tra biancheria intima e odori sconosciuti. Io non sto più nella pelle: prima, seconda, accelero e tra le curve non contengo più la voglia. Così accosto su una strada di campagna, tanto è molto tardi, non c’è tempo di scegliere dove andare. Sotto un angolo di cielo estivo è semplicemente perfetto. Metto il freno a mano, fari spenti. Uno sguardo basta, anche in quel momento. Scende per primo, qualche istante dopo punto i miei tacchi sull’erbetta un po’ umida. È normale, è notte. Quel brivido di freddo proveniente dall’erbetta si miscela al calore della mia eccitazione. Non ci scambiamo molte parole, non c’è neppure imbarazzo, subito mi ritrovo con la mia veste semi sfilata, il sedere sull’auto, lui tra le mie gambe. Con le caviglie lo tiro a me mentre i baci diventano morsi leggeri di piacere. Sospiri miei e suoi.

Improvvisamente… uno scatto, lui si ritrae veloce, si toglie i vestiti, lì sotto quel piccolo spicchio di luna e il verso di qualche grillo. Alza il mio vestito, mi fa girare. Ora sono una “elle” con i gomiti sulla parte anteriore dell’auto. Gambe allargate, tacchi ben saldi sull’erba. Preme ad andare su e giù con la lingua percorrendo le mie gambe dalle caviglie fino a dentro ai miei slip. Fuori sul tessuto, a bagnarlo completamente, poi dentro, quasi a perdersi tra i miei umori. Si stacca qualche istante, quello di un condom. E un momento dopo dentro, senza neppure sfilarmi gli slip, pianissimo, poi più deciso. Le mie mani scivolano sull’auto, i capezzoli ormai sfiorano la carrozzeria, sento il freddo del metallo che si stempera con l’onda di calore di quello scambio scandaloso, irreale, deciso. Lui d’un tratto mi dice: “Sei tanta, molto più bella di come pensi”. Poi prende con una mano il mio seno, si aggrappa, spinge dentro. Ancora di più. “E’ ben dotato” penso. Finisce qualche istante dopo: le sue mani sui miei seni, come a contenerli, la sua barba sulla mia schiena. Pelle su pelle. L’uomo passeggero mi ha condotto a un piacere sterminato. In fondo ha guidato lui sin dall’inizio. 11 300x154 Racconto Erotico Calcio... che passione

Siamo rimasti lì, infrattati e selvaggi. Si riveste, mentre io mi abbasso il vestito ormai troppo sgualcito. Torno a sentire l’erbetta bagnata sui piedi. Poi saliamo in macchina. Guido, adesso piano. Lo porto su una piazza in città. “Lasciami qui” dice. Prima di scendere dall’auto mi sussurra “Sei diretta, dolce e porca insieme. Donna indimenticabile, addio”. Ricambio il saluto, riparto. Sono euforica, per niente triste per quell’addio che ha appena suggellato quell’unica notte insieme. Porto piano una mano sul naso e annuso forte. Ho il suo odore tra le dita. Respiro più forte, mentre l’auto sull’asfalto mi riporta a casa. Non smetto di sorridere, assorta.

Inviato da Lux

 

 

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