Crisi: cambia il mercato dei sexy shop

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Anche i sexy shop risentono della crisi economica. Troppe spese e poche entrate: i negozi stanno abbassando le serrande. Al loro posto sta crescendo un nuovo agguerrito concorrente: il sexy shop on line in franchising. Niente a che vedere con le chat erotiche o i siti hard, i sexy shop on line stanno spopolando sul web occupando una fetta sempre più grande dell’economia. Sono la nuova frontiera del franchising e si candidano a diventare i nuovi mammut del web. “I sexy shop su strada stanno chiudendo – spiega Assosex, l’Associazione a tutela dei diritti e libertà individuali – e non è solo a causa della crisi. Prima avevano senso perché vendevano videocassette o dvd porno, ora chi vuole vedersi un film lo scarica da Internet”. O lo compra on line. Nel Lazio a farla da padrona è la Faronet Srl in campo dal 1999, nell’ultimo anno ha incrementato il suo fatturato del 30%. Oltre 5 mila ordini per  quasi 40 mila clienti e 200 affiliati.L’anno scorso abbiamo aperto una catena di sexy shop su strada – mi spiega Roberto Campisi, amministratore delegato della società – ma l’abbiamo subito chiusa perché non andava incontro alle nostre aspettative; abbiamo deciso di puntare tutto sull’on line”. Scelta quanto mai azzeccata: ad oggi la Faronet conta oltre 200 affiliati.

Come funziona il franchising 

Chi apre un sexy shop on line non ha nessun costo iniziale, la società madre mette asexy shop1 Crisi: cambia il mercato dei sexy shop disposizione il sito e il magazzino con la merce. L’affiliato guadagna il 30% sul prezzo al pubblico, l’azienda il 20%. Molti, però, decidono di mettersi in proprio. È il caso di Andrea Zerbini, imprenditore romano entrato nel mondo dei sexy shop on line: “Ho pagato 10 mila euro alla Sv Service che mi ha realizzato un sito web e mi ha fatto una campagna pubblicitaria basica; adesso gestisco la mia azienda in modo autonomo” mi spiega. “Hai mai pensato di aprire un sexy shop su strada?” gli chiedo incuriosita. “Non ci penso proprio! – risponde deciso: – Non pago affitto, né personale e guadagno 3 mila euro al mese”. Il successo di questi negozi virtuali è dovuto essenzialmente a 3 fattori: i prezzi sono inferiori del 30-40% rispetto a un negozio su strada, non c’è il rischio di essere “visti” e la merce arriva entro 24 ore con pacco anonimo. L’oggetto più venduto? Anche nel web si va sul classico: il Dildo è un evergreen.

 

 

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  1. 11 agosto 2012

    Matilde

    Wow, fantastico: ottimo sia per i commerciante che per la clientela…

  2. 11 agosto 2012

    Monica

    Hai ragione, e poi è un metodo anche molto veloce: insomma, quando acquisti roba on-line di solito la consegna necessita di parecchi giorni…

  3. 11 agosto 2012

    gloria

    e pensate che su youtube io ve li spiego pure ;-)

  4. 19 febbraio 2013

    Sara

    A me non piace comprare on line, preferisco sempre vedere e toccare, soprattutto in fatto di sesso!

    • 19 febbraio 2013

      Sabina

      molte mi hanno detto la stessa cosa, per i maschi invece va bene anche comprare on line, chissà come mai!

  5. 19 febbraio 2013

    sergio

    Oramai sono inflazionati anche quelli, negli ultimi 10 anni si sono centuplicati. Oddio, a giudicare dai costi(esigui) dell’oggettistica e i ricarichi spaventosi applicati viene difficile credere che patiscano la cosiddetta fame Si vede che le cose andavano meglio online, per cui hanno deciso di chiudere “bottega” e ridurre i costi!!
    Rimane un gran peccato perche il fascino del negozio non ha pari…

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