Racconto Erotico “La giornalista del Tg1″

Scritto da
/ / 14 Comments

© Riproduzione riservata

Non era la prima volta che mi capitava, ma di sicuro la più strana.

appuntamento al buio 150x150 Racconto Erotico La giornalista del Tg1Conosciuta in chat, decidemmo di non scambiarci le foto. O quasi. Michela mi chiese, infatti, solo quella delle mie mani, per lei era l’unica pregiudiziale. Superata quella prova passammo da internet alla voce. Non in modo standard, non poteva essere altrimenti in una storia che si rivelerà tanto eccitante quanto inusuale. La conoscenza via internet si era svolta secondo i soliti canoni virtuali, dove ognuno cerca di apparire molto meglio rispetto alla realtà e dove si promettono e si sognano notti di sesso sfrenato. L’approccio vocale fu altrettanto strano. Lei mi scrisse “Vuoi sentire la mia voce? Allora, sintonizzati sul TG1 delle 20. Ho doppiato Scarlett Johansson nel servizio sul festival di Cannes”. E’ stata una bellissima sinestesia associare il volto della Johansson alla voce di Michela. Aspettative altissime. La voce era sensuale, decisi di darle il mio cellulare e fu così che, dopo ore a fantasticare in modo sempre più spinto, programmammo l’incontro. Ma qui qualcosa scatta nella mia mente: non potevo incontrarla normalmente, con un banale appuntamento al ristorante o con un dopocena a casa mia. La invito direttamente a casa, al buio. Sì, proprio al buio, fitto, pesto, nero. Io non l’avevo mai vista, lei nemmeno. Non sapevamo nulla dell’altro, solo nome, cognome e voce, naturalmente.

appuntamento al buio 2 150x150 Racconto Erotico La giornalista del Tg1Ma la curiosità era troppa e così le annunciai che sarebbe entrata in una casa con luci spente e saracinesche abbassate. Nonostante l’invito poco accattivante (sembrava infatti più una sceneggiatura dell’orrore che un appuntamento di sesso), lei si fece dare il mio indirizzo. Michela si presenta alla porta, citofona. Le apro indicandole la scala e il piano. Qui finiscono le comunicazioni verbali. Davanti alla porta di casa socchiusa, la ragazza entra. Ha un’esitazione: “Sarà la casa giusta? Cosa troverò dentro? E se fosse un maniaco?”. Ma la voglia sale, è troppo forte, il cuore va all’impazzata, si bagna, le mutandine no, le avevo chiesto di non indossarle. A farle strada solo la luce fioca delle candele. Le segue, portano ad un tavolo con un calice di vino, è un Bruciato rosso Bolgheri. Lei mi chiama : “Claudio, dove sei? Devo bere?” Io non rispondo, me ne sto in camera da letto, già nudo. Lei beve, l’alcol aiuta a superare paure e inibizioni. Segue le candele, segue il percorso che le ho segnato a terra. Entra nella parte più buia della casa, le candele l’accompagnano in camera da letto, ma sono sempre più rade. Michela vede sempre di meno. I sensi in queste situazioni si acuiscono, il cuore è in gola, l’adrenalina a mille e le cosce trattengono l’incontrollabile eccitazione. Michela entra nella stanza da letto, piano piano. Ormai non ci sono più le candele a guidarla, deve farlo il suo istinto e la sua voglia di sesso. Vedo la sua figura in controluce, lei non può vedere la mia.

Leggi anche: RACCONTO EROTICO “LA RAGAZZA CON IL RASOIO”

Mi avvicino dolcemente, lei sente i miei passi ma è impietrita.
Mi avvicino alla sua testa, le faccio sentir il suono del mio respiro, poi il calore del mio respiro vicino al collo. Sta per inarcare il collo, le prendo i polsi e glieli fermo sopra la testa bloccandoglieli contro l’armadio, con la schiena rivolta verso di me. “Cosa fai, Claudio, mi fai paura, smettila”. Io non smetto, la paura è un formidabile eccitante. Oramai bloccata, le divarico le gambe. Con una mano le accarezzo le cosce e poi sotto. E’ bagnatissima. Affondo un dito, poi due, lei geme, non oppone più resistenza, si sta sciogliendo. Lascio la presa e affondo anche le dita dell’altra mano, poi le metto in bocca: voglio assaggiare il suo sapore. Riaffondo le dita, ora faccio sentire a lei il suo stesso sapore. Lei geme: “Voglio sentirti dentro!”. “No, decido io quando”. Le tolgo la maglietta che ha indosso, così da poterle leccare la schiena partendo dal collo fino ad arrivare nelle parti intime. Ogni paura è scomparsa, ogni timore fugato, ora pensa solo a lasciarsi andare al piacere, a godersi la mia lingua. Sono in ginocchio tra le sue gambe divaricate, lei è sempre in piedi davanti al divano. Con la mano le tocco il tacco, non potendo vedere, voglio immaginarmi com’è. E’ a stiletto, credo sui 12 centimetri, misura perfetta per scopare. Rimpiango di non poter vedere quelle scarpe, al tatto mi sembrano di Jimmy Choo, hanno una carica erotica fortissima. Dal tacco salgo su alla caviglia, la accarezzo e salgo ancora per immaginarmi la forma delle gambe. Freme, le gambe fremono in attesa che la mia mano raggiunga l’inguine. Lo raggiungo, sfioro il clitoride e la penetro piano con un dito, poi due, poi tre. E’ bagnatissima, mi fermo. Le dico di andare sul letto, la guido nell’oscurità. giornalista tg1 150x150 Racconto Erotico La giornalista del Tg1 “Rimani qui, distesa. Torno subito”. E mi allontano toccando i muri. Arrivo in cucina, apro il freezer e prendo una cosa che avevo messo qualche ora prima. Ritorno in camera da letto, Michela mi chiama, ora ha di nuovo paura. La rassicuro e le passo l’oggetto gelido sui capezzoli. Sento che si inarca, i capezzoli si induriscono. Poi scendo sulla pancia, lasciando qualche goccia d’acqua gelida sull’ombelico. Indugio sul monte di Venere, poi lo sfrego sul clitoride, geme sempre più forte, lo affondo dentro. È un preservativo riempito d’acqua e messo in freezer, perfetto per la penetrazione. Dopo qualche su e giù decido di godere anche io, tolgo il coso di ghiaccio e metto il mio. L’effetto è devastante per entrambi. L’alternanza caldo-freddo dilata i vasi sanguigni, fa affluire più sangue, aumenta il piacere. Fatico a non esplodere. Non posso, devo godere ancora tanto. Lei è distesa sul letto, io a cavalcioni sul suo petto, continuo ad usare il preservativo di ghiaccio, comincia a squagliarsi, ora è più piccolo, ma le piace sempre moltissimo. Mi ritraggo, la giro e le passo il ghiaccio sulla schiena, piano, goccia dopo goccia. E dopo qualche secondo passo ad asciugare la goccia con le mie labbra. Lo appoggio piano e provo ad affondare la punta: entra. Lei geme in un misto di dolore e piacere: dipende da noi virare verso il dolore o verso il piacere. Sono ormai dentro per un terzo. “Io sto fermo, muoviti tu, prenditelo dentro”, le sussurro.

Lei apprezza, dà il ritmo, stabilisce lei se soffrire o godere.
E inizia ad inarcarsi e prenderlo sempre più in profondità. Ormai non è più dolore e piacere: è solo piacere. Lei dà il ritmo e si muove con colpi sempre più forti, secchi e profondi. Io con la mano le accarezzo il clitoride, lei impazzisce. I colpi si fanno più forti, sempre di più, il clitoride è gonfio, lei sempre più bagnata. Sentirla così eccitata mi manda in paradiso. Alterno carezze al clitoride a penetrazioni, con la mano le tocco le labbra, mi morde le dita fino a farmi male, ma non sento dolore in quel momento, solo piacere. Le tiro la testa indietro mentre mi morde, ormai è al massimo. Mi morde sempre più forte, ormai scava nella carne: è l’orgasmo. Lascia la presa solo per urlare, un urlo di piacere che nell’oscurità risuona ancora più forte. L’orgasmo di Michela aumenta il mio piacere anche perché i suoi spasmi si traducono in contrazioni dell’ano. Il mio organo è sempre più avvolto nelle spire delle sue natiche, indurite dall’irrigidimento dell’orgasmo. Ora sono io a condurre il ritmo. Ora sono miei i colpi sempre più forti. Perdo il controllo. Esplodo dentro il suo sedere, mi inarco all’indietro, sento le mie natiche essere rigide come le sue. Michela sente il mio liquido caldo dentro di sé, gode di nuovo. Esco, lei si gira e avida me lo succhia, assaporando le ultime gocce rimaste. giornalista tg1  150x150 Racconto Erotico La giornalista del Tg1

Siamo sfiniti, ci baciamo nel letto, in silenzio. Dopo qualche minuto si alza per andare in bagno. Si vede allo specchio, è la prima luce da quasi due ore. Ritorna in camera da letto: “Ho la faccia sconvolta, il trucco è andato, ma sto alla grande”. “Ora vado via, ci sentiamo in chat”. Risale sulle Jimmy Choo tacco 12 e tastando i muri se ne va.

Non l’ho più sentita, né in chat né al telefono. Lei non ha chiamato, io nemmeno. Abbiamo fatto sesso selvaggio, bellissimo. Ho ancora in mente la forma delle sue Jimmy Choo, il diametro dei suoi tacchi, la forma del suo sedere, il sapore della sua intimità. Ma non saprei riconoscerla: non l’ho mai vista.

Nello Manga

ti potrebbe interessare anche:

Partecipa al concorso “Un racconto per Sex and Rome”

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK, METTI IL TUO MI PIACE SU SEX AND ROME

 

 

Seguici anche su Facebook, metti il tuo mi piace su Sex and Rome

Ti potrebbe interessare anche:

 

[adrotate group="4"]

  1. 19 giugno 2012

    Federica

    Interessante questa cosa del condom di ghiaccio, mi ha incuriosito! grazie

  2. 19 giugno 2012

    Sabina

    esatto! ha incuriosito anche me…

  3. 19 giugno 2012

    Claudio

    Curiosone! Sperimentate invece di farvi rodere dalla curiosità…

    • 19 giugno 2012

      giovanna

      piuttosto dicci che scuola hai fatto ;)

      • 19 giugno 2012

        Claudio

        Ahhahah, l’unica scuola che conosco è quella che porta a voler provare sempre cose nuove, senza tabù!

  4. 4 luglio 2012

    gloria

    WOWWWWW, ottima descrizione…tralatro, si intende.
    Congratulazioni Claudio..vivissime ;-)

  5. 5 luglio 2012

    kiki

    Quella del condom-ghiaccio è vecchia. Inoltre non sempre riesce ad avere la forma perfetta visto che appena lo appoggi nel cassetto del freezer, l’acqua nel condom si espande. Infine,dà la sensazione del bruciore durante la penetrazione.
    (ps. il sapore della sua intimità???)

  6. 6 luglio 2012

    Claudio

    Chi l’ha detto che il condom ghiacciato deve avere una forma perfetta? Il pene non ha certo una forma perfetta, anzi, le imperfezioni possono dare piacere. Quanto al bruciore, posto che il freddo dovrebbe uccidere molti batteri, puoi sempre rivestire il condom ghiacciato di un altro condom, evitando ogni genere di bruciori. In ogni caso nessuna mi ha mai sollevato questo problema, hanno sempre apprezzato. E molto

  7. 10 luglio 2012

    Michel

    Splendido racconto. Complimenti

  8. 19 maggio 2013

    Pino

    Bellissimo ed eccitante racconto Sabina,non avrei saputo scriverlo in altro modo più sensuale ed eccitante.Sei una donna splendida molto bella e con un fascino sensuale aldi fuori del normale Sabina.Vero o falso non importa,l’importante è come lo si racconta..Pino

    • 20 maggio 2013

      Sabina

      Grazie Pino, come vedi dalla firma non sono io l’autrice. Accetto cmq i complimenti ;)

  9. 20 maggio 2013

    Pino

    Ciao Sabina,certo che l’ho vista la firma…ma è l’idea che conta,la stesura è la complicità..senza questo non ci sono racconti ne scene che tengano se non ti danno la sensazione di essere protagonisti.Buona settimana Sabina..Pino

    • 20 maggio 2013

      Sabina

      grazie Pino!
      baciiii

Lascia un commento

*

Current day month ye@r *

Testata registrata al Tribunale di Roma n° 255/2012 del 25 Settembre Copyright 2012 Sexandrome - Direttore: Sabina Cuccaro