Le italiane in cerca dei superdotati (a Londra)

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Appena metti piede a Londra, c’è una sola cosa da fare: respirare libertà. Nessuno bada a come sei vestito o se hai lo chignon fatto bene. Puoi anche andare in giro con l’accappatoio, colorato, please. Arrivo a Liverpool Station alle 10 di sera e subito mi sento addosso la piccolezza di Roma. Il mio top marroncino stona con i colori londinesi, per non parlare dei miei orecchini di perla. Urge giornata di shopping a Oxford Street. Compro cose che a Roma non metterei mai, nemmeno se fossi colta dal raptus del Gay Village.

DO YOU WANT COME WITH ME? Mentre ho un colpo di fulmine per un paio di stivali rosa in Pvc, tipo quelli che usa mio padre quando irriga i campi, mi si avvicina un tipo. Brutto come la peste che ha devastato mezza Europa nel ‘300, mi chiede: ”Do you want come with me? (vuoi venire con me)”. Io, che ancora devo entrare nella mentalità perversa dei londinesi, rispondo ingenuamente: “Where? (dove)”. E lui inizia a dire cose incomprensibili per il mio inglese stentato, l’unica cosa che capisco è la parola drink. Ora, sarà anche brutto, ma io devo praticare la lingua, nel senso buono ovviamente, e un drink può essere utile per la conversazione. Andiamo in un pub (e dove se no?), lui beve quintali di birra, io un Cider, un surrogato per le aliene come me che non bevono birra. Tra gesti vari e segnali di fumo riesco a esprimere qualche concetto. A fine serata, mi invita a casa sua, io declino gentilmente. Non lo avessi mai fatto: non riesco a capire cosa dice ma, dal tono, non sembrano parole gentili. Dopo qualche giorno, scopro che se ti chiedono: “Vuoi venire con me?”, non intendono a guardare il cielo stellato, ma molto semplicemente a fare sesso. Gli inglesi sono così, diretti, mica come noi che abbiamo bisogno di fingere sentimenti o di sembrare interessati alla persona che vogliamo trombare. Loro non perdono tempo, se gliela dai subito (e intendo subito) bene, altrimenti “Bye bye, baby”.

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“I DON’T THINK YOU ARE SEXY”. Sono spalmata al sole di Hyde Park nel fallito tentativo di studiare inglese. Si avvicina Jad, dentista di origini iraniane, anche lui non esattamente il Brad Pitt della situazione. Dopo le solite domande, ci scambiamo i numeri per vederci nel week end. Mi manda un messaggio in cui dice più o meno che: ‘io sono molto sexy, e se esce con me vuole fare sesso. Voglio ancora uscire con lui?’. Rispondo con l’acidità che mi contraddistingue: ‘io, invece, non lo trovo sexy. Sorry’. L’ultima mia conquista è il fruttivendolo egiziano sotto casa. Essendo una pecora che mangia solo verdure, ho iniziato a prenderci confidenza. Lui mi ha regalato chili di grosse banane. Non credo sapesse che è un cibo afrodisiaco, forse più banalmente mi voleva mandare un messaggio subliminale sulle sue dimensioni…  Sembra che gli uomini di colore a Londra siano molto quotati, e le italiane vengono qui mica per Buckingham Palace, chissà perché…

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  1. 30 agosto 2013

    carlotta

    se vuoi un consiglio da donna – e se sei in cerca di una avventura e niente di più – accetta la proposta! Le mie sole (purtroppo) due esperienze con colored londinesi me le ricordo bene…

    poi magari, scrivici com’è andata!
    c

  2. 4 ottobre 2013

    Sabina

    valuto, vi farò sapere… ;)

  3. 22 agosto 2016

    massimiliano

    certo andare a londra per farsi una trombata quando pure a roma ci sono tantissimi bendotati eheheheheh me pare na cosa assurda (lol)

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