Metti un’italiana e un’inglese, salsiccia e caffè a colazione

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1174669 10200462352984433 1489875339 n1 Metti unitaliana e uninglese, salsiccia e caffè a colazioneSi chiama James. Io ero seduta a scrivere in un caffè di Londra. Lui mangiava pudding, quella cosa tipica inglese che la mangi adesso e la digerisci dopo tre giorni di pellegrinaggio verso Lourdes. Le giornaliste qui hanno un certo fascino: il rimorchio ti è servito su un piatto d’argento. Dopo una settimana, poi, con tutti quelli che mi hanno agganciato, il mio inglese è finalmente migliorato: con l’aiuto di gesti inconsulti e con un dizionario sullo smartphone, quattro chiacchiere riesco anche a farle. E qualche volta mi capiscono pure.

{ “Cosa stai scrivendo?”, me lo avesse chiesto un italiano in un bar di Roma, lo avrei fulminato con lo sguardo e me ne sarei tornata sul mio pc. Ma siamo a Londra e lui è troppo carino }

Ha 27 anni, lavora in una società di marketing, il classico inglese magro e biondo che non ecciterebbe nemmeno la ninfomane sotto casa, ma a me piace. Ci vediamo il giorno dopo in un pub, ovviamente. Si ingurgita tre birre in mezz’ora, serve contro lo stress, secondo lui. Quando gli dico che non bevo birra, mi guarda come se fossi venuta da Marte a farmi un giro sulla Terra. Mi porta a London Bridge, secondo me uno dei posti più romantici di Londra.

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Non so come, mi sveglio a casa sua. Apro gli occhi e lo vedo in giacca e cravatta che beve caffè mentre va avanti e indietro per la casa urlando al telefono. È nevrotico più di me quando urlo con mia madre, mi dice di sbattere la porta quando esco e se ne va. Devo dire che non è stata una cosa simpatica, mi aspettavo qualcosina in più, ma neanche tanto, giusto un buongiorno. Con la stessa mestizia che avevo quando Al mi ha mollato per email, vado a lezione di inglese. Alle sei di sera, quando ormai la mia perfida vocina interiore mi dice che volava solo scoparmi, arriva un suo messaggio. Si scusa per la mattinata ma è sotto stress con il lavoro. “Ah si? Hai provato con una decina di birre?”. Andiamo avanti così per tutta la mia vacanza. Strana coppia, un’ italiana e un’ inglese. Lui esce in canotta a 15°, io tutta imbacuccata; a colazione lui mangia uova e salsicce con cappuccino, io caffè americano e muffin; lui birra, io vino; lui pollo fritto, io pizza; lui cane, io gatto; lui rutta senza problemi, io ho il mio bon ton da frigida romana; lui sportivo, io bradipa.

È stata dura tornare a Roma, Londra è la città che amo, e adesso c’è un motivo in più: un nevrotico londinese tutto per me.

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  1. 27 dicembre 2013

    domenico

    un inglese… sennò sembra una storia lesbo :-)
    a parte questo sei simpaticissima!!!

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