Ops, ho sbagliato il ragazzo dell’appuntamento.

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Dopo che Al mi ha mollato (per email), io raccolgo i miei pezzi, i miei amici, invece, pensano a farmeli battere, i pezzi. Ogni sera me ne presentano uno. E, in tutta questa confusione, capita di sbagliarsi, di uscire con uno che pensavi fosse l’altro…

Cena numero 1. Elena mi costringe a una cena a casa di siciliani, gente raffinata, secondo lei. Sì, in effetti nel paleolitico non c’erano buzzurri. Questi hanno l’età media dell’Uomo di Neandertal: fino a dieci giorni fa ero a letto con un ventenne, qui il più giovane deve prendere il viagra, #tuttoapposto. Mi riempio di cannoli siciliani e Malvasia per mandarli giù e finalmente si passa ai saluti. Il giorno dopo, Elena mi chiama gasata: ”Hai fatto colpo su Massimo”. “Chi?”. “Come chi, dai! E’ l’architetto alpinista”. “Ah sì, quello che mi ha attaccato una pippa sull’arte dell’arrampicarsi, l’aria pura delle montagne e il suo sogno di scalare l’Himalaya”. “E’ qui con me, te lo passo”. Cerco di essere gentile con lui nell’attesa di uccidere lentamente Elena e strapparle un pezzetto di pelle alla volta.

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Cena numero 2. Sono a una serata di beneficenza, al mio tavolo ci sono: un regista gay, un’ex attrice caduta in sciagura, un notaio, un avvocato. L’avvocato non è male, 35 anni, caruccio e simpatico. Lui sì che mi potrebbe consolare se non fosse un vegano tipo Zen. Ma nessuno è perfetto, e comunque, mangiando radici rimarrà giovane a lungo. Anche lui si chiama Massimo.

L’incrocio. Mi arriva un s Ops, ho sbagliato il ragazzo dellappuntamento. ms da un numero non memorizzato in rubrica: “Ti va di vederci domani per un aperitivo? Massimo”. Io sono tutta contenta, rispondo dopo un po’ (mai rispondere subito) che non posso (mai essere sempre disponibili) ma sono libera il giorno dopo. Insiste per venirmi a prendere, e vabbé, se proprio vuole inquinare con la macchina Roma…

Alle 19.30 esco dal mio cancello e chi mi trovo di fronte? Il vetusto attempato. Noooo, era suo il messaggio! Sono indecisa se fare buon viso a cattiva sorte e uscire comunque o dirgli la verità. Scelgo la prima, più per non passare da idiota che per paura di offenderlo. Lo porto in un locale che volevo vedere, giusto per dare un senso alla serata. Il locale è brutto, lui, con la sua dentiera, si spazzola tutto il buffet, e continua a sputacchiare mentre parla. Improvvisamente mi ricordo che devo dare la medicina a Chloè (sempre avere una scusa pronta) e mi faccio riaccompagnare.

“Ci sentiamo”. Sì, attraverso un medium.

Aridateme Al!!

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  1. 30 maggio 2013

    Angela

    Oddio, come ti capisco! Mi è successa la stessa cosa qualche anno fa: uscita con un gruppo di ragazzi, due si chiamavano Marco. Uno figo, l’altro cesso. Scambio il numero con entrambi, Marco4 e Marco5 (ma quanti Marco ci sono?) poi mi arriva un messaggio per uscire assieme. Mi confondo con i numeri, penso che sia il figo, e invece… pessima serata -.-

  2. 30 maggio 2013

    Mario

    Ahahah, pagherei per vedere la faccia del vetusto attempato che legge questo articolo!

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