Panterona o brava ragazza?

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IMG 89681 300x267 Panterona o brava ragazza? Qualcuno ci rimarrà male, forse… Non sono una femme fatale e nemmeno mi piacerebbe esserlo. Posso essere una panterona a letto, ma solo se lo voglio. Mi piace portare il tacco 12 (per causa di forza maggiore: sono una tappa), ma amo farmi delle passeggiate con le scarpe da ginnastica. L’intimo non si discute, ma mi piace uscire senza trucco e con i jeans. Se non esco tutte le sere, non mi viene un attacco d’asma; ho imparato a stare bene con me stessa e adoro la serata “Sabina”: maschera di bellezza, martini e le fusa di Chloè con Santoro di sottofondo. Insomma, sono una donna come tante, quasi anonima se non fosse per la mia incoscienza che mi porta a fare cose fuori dal comune (tipo fare un blog sul sesso).

{ E già che ci siamo, ve lo dico, mi stanno stretti i miei nuovi jeans così come, a volte,  tutte le feste, gli aperitivi e i vernissage che mi faccio }

Si chiama Antonello, l’ho conosciuto all’inaugurazione di un salone a Roma. Orientamento sessuale non specificato: io direi gay, ma tutti mi assicurano di no. Abbiamo una sorta di primo appuntamento alla presentazione di un libro sull’Appia: “Evento a cui non puoi mancare” ma ha strillato per telefono. Dopo due ore di gente annoiata, noccioline americane e due prosecchi per non addormentarmi, finalmente me ne posso tornare a casa. “Ma no! – esulta il presenzialista – c’è questo vernissage a via della Scrofa”.  “Cosa?? ma è dall’altra parte della città” gli strillo mentre fumo una sigaretta anti-snervo. Dopo 70 minuti di 3 km all’ora, siamo al vernissage di un’artista lesbo che ha in testa (e nel pennello) una sola cosa: il sesso con le donne. Perfino il Muccassassina si scandalizzerebbe. Stranamente, il mio accompagnatore vuole già andare via (70 minuti per arrivarci, 8 di permanenza): c’è un aperitivo a Campo dei Fiori e poi la festa del Marchese, dobbiamo sbrigarci. Lui mi trascina fuori e io trascino il mio tacco 12 tra un sampietrino e l’altro, alla ricerca di un marciapiede. Alla festa del Marchese non ce la posso proprio fare, nemmeno la torta a 5 piani mi consola. Lui è distratto da una biondona labbra canotto, io affondo un dito di crema e sgattaiolo via. Arrivo a casa, i miei poveri piedi mi fanno la ola quando mi tolgo le scarpe, Chloè mi guarda furiosa (“dove cazzo sei stata?”). Metto su la7, c’è ancora Santoro.
Bagno caldo e martini: mò sì.

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Quanto ci piacciono gli stronzi…

Foto: Mauro Rosatelli

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  1. 11 aprile 2013

    ivano

    e uno così non è gay? ma andatelo a raccontare a qualcun’altro

    • 11 aprile 2013

      Sara

      Ti ricordo che le serate lesbo attizzano solo gli etero (o le lesbiche). E poi i gay, anche quelli non dichiarati, hanno sicuramente più classe di un tipo del genere.

  2. 11 aprile 2013

    Sandro

    Voi donne siete brave solo a criticare. E’ un uomo colto (presentazione libro+vernissage) e di un certo livello (festa del marchese), oltre che un po’ pazzo (andare da una parte all’altra della città): probabilmente era questo il messaggio che voleva darti. Forse eri tu quella che non era disposta a comunicare con lui. E i tacchi potevi metterli più bassi se non ti andava di camminarci, non credo proprio che lui se ne sarebbe accorto. Probabilmente si è cercato un’altra perchè sei stata tu ad annoiare lui.

  3. 11 aprile 2013

    Sabina

    probabile, o forse no…

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