Racconto Erotico “Il quinto gradino”

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Vivevo sola da anni, da quando ho cominciato a studiare a Roma. Ma non avevo mai condiviso un appartamento con un uomo. Finora.

10377646 donna in mini gonna salire le scale di casa tenendo reggiseni e bicchiere in mano 221x300 Racconto Erotico Il quinto gradinoPrendo casa a Colli Albani, davanti al parco della Caffarella, 150 metri quadri che non posso permettermi di mantenere da sola. All’annuncio su Portaportese risponde un ragazzo, ha una voce infantile, sembra il classico Nerd: “Posso stare tranquilla – penso – e poi, sono stata appena mollata dal mio grande amore, neppure il più bello del pianeta potrebbe scalfirmi“. E invece… Faccio una veloce colazione (cappuccio e ciambella) al bar Napoleone e torno a casa, dovrebbe arrivare a momenti. Intorno alle 9.45 suonano al campanello. Dalla mole di pacchi e valigie non ho dubbi: è lui. Lo accolgo educata, qualche frase di circostanza, due sorrisi e mi rendo conto di non essere affatto indifferente alle sue grandi spalle, braccia appena scolpite, il giusto. Del Nerd ha solo il nome, Luca. Alto, sportivo (quanto gli dona quel pantalone della tuta), due occhi profondi. Mi contengo: è solo il mio coinquilino e tento di non sentire quei brividi che percorrono subito la mia schiena. Ci sediamo sul divano a sorseggiare un caffè, mentre parla mi sfiora una gamba, forse per errore, spero lo rifaccia subito.

“Lo puoi rifare?”

Non resisto, lo ammetto: “Lo puoi rifare?”. Lui: “Cosa?”. Io: “Sfiorami ancora”. Rimanesesso scale 150x150 Racconto Erotico Il quinto gradino qualche istante a fissarmi stupito, poi si rilassa. Inizia a toccarmi, prima il ginocchio, poi sale… Sono bagnatissimma e lui sta lì, con le mani immerse nelle mie voglie. Stropiccia il mio pantaloncino estivo. Lo abbraccio e sento una pelle morbidissima sotto la t-shirt, la tolgo. Lui mi spoglia completamente. Ci baciamo, mordicchiamo i nostri corpi reciprocamente in un vortice che ormai ci vede nudi su quel divano di velluto bruno che avevo comprato da Ikea. Alla scoperta di sensazioni nuove. Piacevoli. Lo prendo per mano e lo porto alla rampa di scale che porta verso le camere da letto.

Ma al quinto gradino mi blocca.

Mi tira a sé, mi costringe a inginocchiarmi sulle scale.

Lui dietro, mi lecca tra le gambe e assaggia il mio piacere

Mi agito, il mio respiro si fa breve, ansimo. Sento che ha cominciato a penetrarmi delicatamente, poi sempre più forte. Mi tira con forza i capelli: il mio capo è reclinato verso il suo petto. Divento una supplicante, schiava di un padrone, intrappolata nel possesso tra le fredde scale marmoree e quel corpo possente e caldo. Estraneo, eccitante. Percepisco perfino affetto in quella posa poco romantica. Godo tanto mentre le ginocchia ormai sono scalfite dal duro marmo. Lui, deciso, affonda ancora dentro di me finché non viene. Poi si rilassa, la sua fronte sulla scala, io paralizzata in quel piacere inaspettato, sconvolgente, irresistibile.

Un istante dopo mi ricompongo, sorridente: “Ti faccio vedere la camera?”.

Folly

 

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