Racconto Erotico “Io e la moglie del candidato sindaco”

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 Racconto Erotico Io e la moglie del candidato sindacoUno stage universitario presso un’agenzia di comunicazione e pubblicità. Le mie mansioni? Assistenza, organizzazione e ufficio stampa degli eventi. Ero già preparato a trascorrere un’intera primavera infernale tra scrivanie, telefonate, email, catering ecc… ma, almeno, mi ci sarei pagato le vacanze. La società si stava occupando di tutta la campagna elettorale di uno dei candidati alle elezioni, uno dei due più papabili.

I giorni iniziano davvero lenti, le mie mansioni sono per ora solo quelle di fotocopiare cose, tradurre email, rispondere alle telefonate e sottomettermi agli ordini di Enrico, il mio capo. Un giorno mi chiede di andare a pranzo fuori con lui. Salgo in macchina, convinto ci fossero anche gli altri, ma niente, solo io e lui. Ci sediamo uno di fronte all’altro e iniziamo a discutere. ”Sai, mi piaci molto, per questo ti ho portato a pranzo con me oggi – mi dice – voglio farti una proposta. Il mese prossimo il candidato sindaco Righetti, e tutto il suo staff verranno da noi, per pianificare la campagna elettorale. Voglio che sia tu a seguire il tutto“. Da quel giorno, divento il braccio destro del capo che mi prepara, tra le altre cose, a leccare bene il culo a questo importante uomo d’affari.

Quella mattina ero un po’ nervoso, ma va tutto bene. Il Sig. Righetti arriva in studio con tutto il suo staff di circa 7 persone, belli imbusti di circa 35-40 anni in giacca e cravatta, una signora che credo fosse la moglie, e poi lei, l’addetta stampa. Tutta indaffarata che si destreggia tra telefono, email, orari, appuntamenti, giornali, comunicati stampa… E’ bellissima, affaccendata, non guarda nessuno, sembra una donna forte, determinata, che sa il fatto suo. Solite frasi di circostanza, prendiamo appuntamento per il giorno successivo per una servizio fotografico del candidato sindaco, per le foto dei manifesti. Riesco a dare il mio contatto alla bellissima mora del suo staff. Ma mi caga poco. Il giorno dopo si scattano le foto. Io miei occhi non si staccano dal culo della morettina, Anna, che avvolto in quella gonna da donna d’affari lo rende ancora più inarrivabile… Dio mio quanto ci avrei voluto affondare la bocca! Restiamo in accordo che le avrei mandato le foto in serata. Ore 20.45, mi arrivano le foto. Gliele inoltro via email. Mi risponde di raggiungerla in questo ristorante per discuterne. Non mi faccio strane idee, ma mi diventa duro solo leggendo quell’invito. In mezz’ora mi lavo e non riesco a non segarmi al pensiero di lei nuda sul letto, mi vesto e parto per quel ristorante. C’è anche il mio capo. La serata è tranquilla, e lei è seduta di fronte a me. Mi viene duro solo a vederla mangiare.

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A fine serata, faccio un tentativo: “Posso darti un passaggio?“. Ti prego, rispondi di si.
Si. Va bene, grazie.”
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Saliamo in auto. Lei non riesce a mettersi bene la cintura. L’aiuto io e ci ritroviamo uno di fronte all’altra. La sto per baciare. Sono quasi ad un centimetro dalla sua bocca. Lei mi ferma. E’ bellissima. ”Non qui, parti.” Parto. Arriviamo al portone di casa sua, un palazzo molto signorile nel centro della città. La sbatto contro il portone e la bacio, pressandola col mio bacino facendole sentire la mia erezione. ”Fermo, non ancora, potrebbero vederci.“ Che cavolo succedeva? Se avessi letto il campanello lo avrei capito subito, invece passammo tutto il tempo in ascensore a slinguarci e a mangiarci a vicenda, avevo ormai la cintura slacciata e la camicia aperta, la sua gonna ormai era in vita, alzata, e quelle mutandine stavano per esser strappate via, ma arrivammo al suo piano. Lei si mette a posto e mi dice di fare lo stesso.Usciamo dall’ascensore e arriviamo davanti alla porta, sulla quale c’è scritto FAM. RIGHETTI. ”Coooosaaa??” Sei la figlia di Righetti?“. ”Zitto!!! Entra!“.

Mi tira dentro l’appartamento prendendomi per la cravatta, butta per terra la borsa, ci dirigiamo verso una camera da letto.
Ma se arriva tuo padre?” Le chiedo quando riesco a prendere fiato tra un bacio e l’altro.
Non sono sua figlia, sono sua moglie!” E riprende a baciarmi.
Cazzo mi licenziano!

Ci spogliamo velocemente, restiamo solo in mutande. Le chiedo di non togliersi le scarpe col tacco. Inizio a leccarla ovunque, le prendo le tette, le succhio, le bacio, quasi gliele strappo. Il suo pube si strofina sul mio pacco duro, si abbassa e mi tira via anche le mutande. Il cazzo sobbalza subito sbattendo contro il mio addome, ritornando poi di fronte a lei. ”Wow…” Lo prende in bocca, ma non le entra tutto. Lo tiene con due mani e inizia a giocare con una voracità e velocità assurda che quasi mi fa male. Mi siedo sul letto, con le mani appoggiate appena dietro di me. Mi godo il suo servizio, butto la testa all’indietro e respiro profondamente ad occhi chiusi. Il gioco delle sue mani, alternate alla sua calda bocca. ”Sei fantastica, ti voglio, adesso. La prendo, la giro e la metto a quattro zampe. Lei, ancora con le scarpe col tacco addosso, è bellissima in quella posizione, piega le  Racconto Erotico Io e la moglie del candidato sindacoginocchia, incrocia i piedi, e vedo quelle mutandine nere che voglio solo toglierle di dosso. Mi piego su di lei, strofino la mia cappella, lei si inarca esattamente come piace a me. Scendo dal letto e le sfilo le mutandine, sento il suo odore, tra le sue cosce si intravede un riflesso di liquidi leggermente fuoriusciti. Mi ci butto dentro con tutto il viso. ”No, lì no, mi fai male“. Queste richieste mi fanno imbestialire. ”Hai il preservativo?“. ”Si – tiro fuori il preservativo dalla giacca. Lei lo prende, lo apre e me lo infila con la bocca, srotolandolo sul mio uccello fin dove la sua bocca riesce a prenderlo, poi completa l’opera con le mani.

“Scopami adesso, prima che arrivi mio marito!” Non me lo faccio dire due volte, le entro dentro dal dietro, in quella posizione. Spingo un po’. “Oddio si si si ti prego si… continua… aaahhhh si si cazzo! Oddio si… tutto dammelo, tutto!” Le sue urla si mischiano ai miei grugniti e alle spinte di bacino. Continuo così poi lo tiro fuori, la giro. E’ sdraiata sulla schiena, le prendo la coscia sinistra e me la porto sulla spalla, contro il petto. La penetro nuovamente, diretto fino in fondo tutto, sussulta più di prima e riprendo a scoparla. Le lecco la coscia, il polpaccio, salgo fino alla scarpa col tacco, lecco pure questa. ”Dio mio, ho voluto scoparti dal primo momento…“. ”Continua ti prego vengo…“. Il ritmo aumenta, il sudore gronda più velocemente dalla mia fronte, dal mio petto, dalla mia schiena, lei allunga le mani e mi stringe i fianchi mentre continuo a penetrarla sempre più forte. ”Oddio siiii, aaahhhh uuuhhh, cazzo si...” La sento venire, allunga le mani fin sopra la testa, le prendo l’altra gamba e me la porto sulla spalla come avevo fatto prima, continuo a scoparla mentre lei è in preda all’orgasmo.

 Ti prego, basta, potrebbe arrivare da un momento all’altro!“ Classica frase su cui non mi fermo ma aumento la violenza. Lei però diventa serissima.

 Racconto Erotico Io e la moglie del candidato sindaco

No davvero, fermiamoci!
Come scusa?
Si, dai, rivestiti e vai via!
Mi lasci così? Dai cazzo, non puoi lasciarmi in questo stato!!!“.
Ti prego, vai! Sei stato fantastico, ci rivedremo, ma adesso vai, per favore, siamo morti entrambi altrimenti!
 
Resto allibito. Un po’ incazzato mi tolgo il preservativo e glielo butto sul letto. Mi rivesto velocemente e mentre lei va in bagno a darsi una sciacquata, le fotto le mutande e me le infilo nella tasca della giacca.
Vado via senza nemmeno salutare. Incazzato. Chiamo l’ascensore, potrebbe uscire lui da un momento all’altro e mi vedrebbe scomposto, senza cravatta, con la camicia un po’ sbottonata e ancora sudaticcio. Magari con l’odore di sua moglie addosso. L’ascensore di apre, è vuoto. Entro. Premo “piano terra” e scendo, lentamente. Annuso le sue mutandine, l’erezione è ancora forte. Non resisto. Godo sullo specchio, e mi  pulisco con le sue mutandine.

Vaffanculo, stronza.

di Storie per pochi

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  1. 25 maggio 2013

    Mario

    Questo racconto ti lascia letteralmente a “metà”. Dopo l’introduzione iniziale ben dettagliata, il tutto diventa molto frettoloso, e la scrittura si adatta alla storia. Il risultato non è malvagio

  2. 26 maggio 2013

    Pino

    Certo che molto eccitante questo racconto,una storia che ogni uomo sogna almeno una volta nella vita che accada..magari il finale nervosetto ma ci stà…

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