Racconto Erotico “‘Toccata e fuga’ alla Garbatella”

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di Erika Eramo

20110224 to 300x248 Racconto Erotico Toccata e fuga alla Garbatella

 

Sara, a dispetto della canzone di Venditti, non deve affatto svegliarsi (se è per questo, comunque, neanche è primavera). Fortunatamente è nata sveglia e riscalda con la sua morbida pelle le mie notti romane. Basta un suo sguardo per accendere l’interruttore del mio desiderio. Lei sa come. Il suo modo di spogliarsi, lento ed ammiccante, sospende le ore e mi fa andare in estasi. Ricordo bene quando l’ho incontrata la prima volta in quel bar della Garbatella. D’un tratto non esisteva più nessuno; il personale, i clienti, tutti risucchiati in un enorme buco nero. Non parlo di amore, né di fiorellini o violini struggenti in lontananza, ma di passione, quella incontenibile che morde la carne e ti fa sentire vivo anche quando tutto intorno è triste e uggioso. Una puntura costante e silenziosa per tutto il corpo che smuove persino la coscienze. Vado oltre le banali presentazioni. Non servivano. Le faccio cenno di seguirmi giù per le scale, nel bagno del bar. A quell’ora non c’era nessuno. Mi è sembrato che lei non aspettasse altro, anche se ha esitato per tre secondi. I tre secondi che sono lo scontato rimbalzo tra la ragione bacchettona e l’istinto animale. Alla fine, l’istinto ha (sempre) ragione. Inizia a scendere le scale danzando verso il suo giocattolo da scartare in fondo, con un candore quasi fanciullesco.

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Il contrasto tra il suo essere donna sicura di sé, vestita in abiti manageriali, ed i suoi modi di fare così bambineschi mi disorienta, facendomi eccitare da morire. Ogni passo verso di me è un pelo in più che mi si drizza, adrenalina mista a eccitazione, diventata già sudore.

Le afferro la mano…

… e la trascino con me in bagno. Con vigore e dolcezza l’appoggio al muro, sussurrandole semplicemente: “Sei tu…”. Lei mi sorride, arrendendosi all’incontro del Caso. Poi si sa, basta spingere i tasti giusti, ed il caso si trasforma in necessità. Le sollevo la gonna e le scosto le mutandine; il mio indice destro inizia a giocare con il suo clitoride su e giù, sempre più velocemente, sempre più voracemente. Voglio bagnarmi di lei poco a poco, torturarmi piano piano. In caso contrario rischio il flop per sovra-eccitazione, per troppa vita nelle vene. Lei incomincia a slacciarmi i pantaloni e a giocare Racconto Erotico Toccata e fuga alla Garbatella con il mio membro, sempre più turgido, sempre più gonfio, aiutandosi con la bocca ed alternando movimenti roteanti a prese dirette, a salire e scendere. Sono al top dell’eccitazione perché la sua bocca è semplicemente da urlo, da venirci dentro ed anche abbondantemente, ma mi blocco. Blocco anche lei, girandola di schiena. Voglio che ci guardi nello specchio sopra il lavandino mentre la prendo da dietro. Mi riavvicino al suo orecchio e prima di entrare le dico: “Sono io…e so che ti piace essere posseduta così…voglio goderti come se fosse l’ultima volta che vengo in vita mia”. Finalmente sono dentro di lei. Con gli occhi suoi nello specchio, che mi fissano ansimanti, ho la doppia sensazione dell’infinito sulla pelle: la profondità della carne e l’orizzonte dell’anima. Con movimenti decisi e ritmici sondo quell’infinito da sempre cercato e mai colto, per gustarlo in tutta la sua pienezza. La posizione concilia, esaltandole, le fantasie porno sperimentali più disparate. Nel momento in cui sto per venire sento una voce in lontananza. “Signore il suo scontrino!” mi dice il tipo al bancone, destandomi dal mio torpore.

Ora esco e Vado a farlo Veramente così, dopo tanta attesa, Vengo…anche senza Sara.

 

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