Sesso non fa rima con Spread, i greci lo fanno più spesso

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Saranno anche al collasso, ma i greci se la godono e fanno l’amore più spesso rispetto a tutti gli altri Paesi del Mondo, con una media di 11,5 rapporti al mese. Seguono la Croazia (11,2), Serbia (10,7), Bulgaria (10,6) e Repubblica Ceca che pure non se la passano benissimo. Fanalino di coda è il Giappone con solo 45 rapporti l’anno, saranno troppo presi dal “produrre” economia… L’Italia, che pure qualche problemino economico ce l’ha, vede il sesso 8,8 volte al mese. E’ il quadro che emerge dall’Atlante mondiale del sesso, ‘L’Atlas mondial des sexualites. Libertes, plaisirs et interdits’, uno studio inedito di un centinaio di pagine sulle pratiche sessuali, tra libertà, piaceri e divieti, appena pubblicato in Francia. Addio quindi al Latin Lover italiano, ma una magra (quasi anoressica) consolazione c’è: gli italiani sono tra i più attenti all’appagamento sessuale. L’età media della prima volta è 18 anni (su questo avrei qualche dubbio) e oltre l’80% degli italiani si dice soddisfatto sessualmente (i dubbi aumentano) ma sono meno del 40% a essere felici in coppia (finalmente una verità). Leggendo l’Atlante si scoprono aneddoti e curiosità interessanti. Ad esempio, lo sapevate che la Danimarca aveva depenalizzato l’omosessualità già nel 1930? Noi manco i Pacs. Vabbè, c’è chi sta peggio: l’età minima legale del primo rapporto è 12 anni in Angola e 20 in Indonesia. E chi sta meglio: in Francia il 4% delle donne e il 4,1% degli uomini ha già avuto almeno un’esperienza omosessuale e un norvegese su quattro ha sperimentato il ‘menage a trois’. L’uso dei sex toys è diffusissimo nell’Europa del nord, in particolare in Norvegia e Inghilterra (ne fa uso oltre il 40% delle persone). Su questo l’Italia tace, non vorremo dare un dispiacere a papa Bergoglio?

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Secondo gli autori dell’Atlante, il pianeta è diviso in due: da una parte ci sono i Paesi soldi tamara ecclestone soldi e1325588829302 291x250 Sesso non fa rima con Spread, i greci lo fanno più spessooccidentali più permissivi dove gli uomini e le donne sono liberi o quasi di sposarsi, avere figli, esprimere il loro orientamento sessuale. Dall’altra, ci sono i Paesi in via di sviluppo, repressivi, dove le pratiche sessuali sono altamente controllate, certe categorie di persone, come gli omosessuali, sono discriminate e altre costrette a relazioni sessuali forzate o a matrimoni precoci. «L’Africa Subsahariana, per esempio, è un bastione molto critico per le donne – spiega uno degli autori – : poligamia, difficoltà di accesso all’educazione sessuale e alla contraccezione, divieto di abortire, matrimoni forzati prima dei 18 anni. Invece i Paesi nordici, la Svezia in testa, sono i più aperti». Inoltre secondo gli autori, l’infedeltà sembra essere sempre più «accettata» e considerata «il segreto della longevità della coppia» per gli europei. Ecco, adesso abbiamo una scusa in più!

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