Un po’ sado, un po’ chic: tutto quello che non vi sareste aspettati nella notte Vogue

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Tra un cocktail e un prosecco in questa boutique e in quello store, pregando gli dei della moda che la pioggia concedesse finalmente una tregua per le disperate e agghindate fashioniste, ieri c’è stata la notte Vogue.

vf4 150x150 Un po sado, un po chic: tutto quello che non vi sareste aspettati nella notte Vogue“Sex and Rome” ha cominciato il suo pellegrinaggio modaiolo a via Vittoria 76, da Only Heart, paradiso dell’intimo e della seduzione…

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un flute, finger food e tante trasparenze hanno subito creato un’atmosfera seducente, preparando gli animi ad una notte intensa di vetrine e dj set. I negozi più affollati sono stati quelli dei grandi brand: Prada, Pinko, Tiffany & Co., Dior hanno avuto la loro folla famelica di gadgets e chissà, qualche buon cocktail a costo zero. Ma la vera sorpresa sono stati i piccoli punti vendita nascosti dal passeggio più selvaggio, pur sempre satelliti di un centro storico pulsante, come quello di Luigi Borbone, in via della Fontanella Borghese 16, dove l’estroso stilista ci ha accolti con un incontenibile sorriso e un sano calice di champagne con tanto di seducenti fragole rosse. E, come sempre, Luigi è riuscito a stupirci ancora, non solo con il taglio impeccabile dei suoi abiti della collezione FALL WINTER 2012 2013 della nuova linea IU Rita Mennoia disegnata a quattro mani dal direttore artistico Mennoia e dallo stilista, ispirati alla trilogia ‘Cento sfumature di grigio’, ma anche con il suo nuovo mood Sadochic. Immaginate due polsini super fashion e super sado, da portare al polso sinistro per le donne e a quello destro per l’uomo.

Chi lo compra per primo ha l’obbligo di trovare un partner prima di San Valentino che, ovviamente indosserà il suo polsino corrispondente e riceverà in regalo dallo stilista una catena per i più divertenti e sfrenati giochi d’amore. Per i feticisti, ci sono anche delle cavigliere da indossare sugli stivali o su un tacco 12, magari appena uscite dall’ufficio, per chi non ha paura di farsi notare e di cacciare la sua preda per le perbeniste strade del centro. Innamoratevi presto, allora e preparatevi a legarvi con una catena d’amore sotto il marchio di un talento della moda capitolina e italiana. Se poi ci scappa anche un incontro sadomaso, è ancora meglio, purchè si tratti di sado chic! Elegante, ma sorprendentemente informale è stato il cocktail party della pellicceria Bertoletti 1882, a via vf24 150x150 Un po sado, un po chic: tutto quello che non vi sareste aspettati nella notte VogueVittoria: pellicce tanto opulente da sedurre anche l’animalista più incallito hanno fatto da protagoniste in uno spazio ristretto, ma saturo di glam, come la padrona di casa Marialuisa Bertoletti e la shopping bag limited edition che ha lasciato come cadeau ai suoi ospiti.

E in questa massa di morbidezza preziosissima son riusciti a farsi spazio due abiti dello stilista libanese di haute couture, Abed Mahfouz, con il quale la pellicceria Bertoletti ha fatto una sorta di gemellaggio, applicando alcune delle sue creazioni agli elegantissimi abiti ed esponendone altre nell’atelier di Beirut. Tradizione ed esotismo per generare una moda elitaria, quasi inaccessibile, sicuramente sperimentale.

vf30 Un po sado, un po chic: tutto quello che non vi sareste aspettati nella notte VogueE poi il tempo è sembrato fermarsi a via Margutta, dove anche un sanpietrino irregolare potrebbe essere spacciato per arte contemporanea senza che nessuno possa obiettare. Nella magia di questa via degli artisti il festival Fashion Art Music ha trovato perfettamente il suo spazio: e nessuno si è stupito, in questa via, di ritrovarsi di fronte a gitane intente a leggerti il futuro (la preveggenza più richiesta è stata ‘Tra poco pioverà?).

Ovum in fundo… non si può non raccontare l’esperienza sensoriale estatica del ristorante/atelier dello chef Gaetano Costa: se già la creazione culinaria di un uovo con strass di tartufo potrebbe sembrarvi singolare, beh, allora immaginate un abito realizzato con lasagne e noci e un altro con maltagliati al nero di seppia. Senza dubbio c’è da dire che vf15 Un po sado, un po chic: tutto quello che non vi sareste aspettati nella notte Voguenon solo in fatto di cucina ma anche di abiti e sartorialità il nostro chef ha buon “gusto”! Con l’uovo nella camicia e tanta adrenalina nelle vene blu Tiffany, anche quest’anno i riflettori della Vogue Fashion Night Out si sono spenti, forse un po’ troppo presto ( a mezzanotte le strade erano già sfollate), forse con un po’ troppa ordinarietà. Sarà stato per il cielo nuvoloso e lacrimante o per una dichiarata scelta di comodità a prova di sanpietrino, ma si è fatta fatica a trovare bizzarrie o stranezze degne da copertina del fashion o del trash. Tanti jeans, tante scarpe da tennis, poco colore e scarsa fantasia.

Quasi quasi il più eccentrico della serata è stato il venditore di castagne a piazza di Spagna che, come Prada, aveva la sua bella fila impaziente di fashion victims. Eh beh, anche come prezzi quasi quasi ci siamo.

SOFIE

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  1. 14 settembre 2012

    Lorena

    Anche io ieri ero in giro per il centro e ho notato che le fashion victims erano solo interessate a bere gratis piuttosto che comprare o ammirare semplicemente vestiti, scarpe e gioielli. E’ tutta qui la VFNO? Un po’ patetico, direi…

  2. 14 settembre 2012

    Santina22

    Io mi dissocio dalla fashion victim che hai descritto: ho passato in rassegna tutti i negozi di via condotti e via del corso, ho comprato un paio di scarpe Sergio Rossi e ho bevuto solo la mia mezzo litro d’acqua per non svenire in questo tour. I cocktail o i gadget neanche li ho pensati!

    • 14 settembre 2012

      Fanny

      Bottiglietta d’acqua per non svenire? Se non fosse per le scarpe di Sergio Rossi saresti una sfigata, sinceramente…

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