/ Il Letto
L’attore famoso che si sente “Sandrina”

Io e la mia amica CL. siamo al "Toga Party", una festa in costume (tipo una Baccanale 2.0). Il tempo di conquistare un acino d’uva al buffet e già la vedo avvinghiata a un tipo: ho capito come andrà la serata. Come minimo mi toccherà sorbirmi il rospo lentigginoso che mi si è accollato. Anche peggio. Verso mezzanotte, non vedendola in giro, la chiamo ma lei, intenta a fare altro, non risponde.
A questo punto, ci sono due opzioni: scrocco un passaggio (ma a chi? sono tutti romani ubriachi) o prendo un taxi (dalla pisana sarà un salasso). Presto fatto: il rospo si offre di accompagnarmi. In macchina mi attacca una pippa su una tipa con cui ha avuto una relazione, una “narcisista manipolatrice” che l’ha circuito per la sua posizione economica (chissà perché, sono sempre i più brutti quelli che c’hanno i soldi). Per fortuna, suo fratello l’ha convinto a mollarla. Ecco, suo fratello.
S. è un attore famoso, ha cinquanta anni circa, un macho con i capelli brizzolati, di quelli rassicuranti. Il giorno dopo siamo a pranzo da Gina Cucina tutti e tre. Lui tratta il rospo come un deficiente e, in fondo, lo è. Dopo pranzo me ne torno a casa a scrivere. Verso le 18,00 mi richiama S. dicendomi che è all’Euclide e vorrebbe offrirmi un ape. Ci vado. Al secondo Spritz inizia a improvvisare un copione da marito geloso (gli attori sono strani assai). “Mi hai tradito con lui… che cosa indossavi?”, io sto al gioco e ribatto: “Un vestitino fucsia, quello che mi avevi regalato per il nostro anniversario”. Finita la parte mi chiede se davvero ho un vestitino fucsia e io rispondo di sì. Arriva un altro Spritz, prende coraggio e mi chiede se può venire a casa mia a provarlo. “Sai, io sono una vecchia checca ma non posso dirlo a nessuno; invece con te mi sento libera di parlare. Chiamami Sandrina, però”.

Ordino un martini, la situazione lo richiede. Mi racconta di avere una storia da 10 anni con un’attrice più grande di lui ma tra loro non c’è più niente. Lei, poverina, anche se in menopausa, vorrebbe quagliare qualche sera ma lui se ne inventa di ogni. Una volta si è fatta trovare in versione mistress, tutina in latex, frusta e tanto di collare ma lui aveva appena fatto sesso con Giorgio, rimorchiato su Grindr e l’ha mandata in bianco. Sembra che lei non si sia più ripresa. Ha iniziato una terapia chiedendo, tra fiumi di fazzoletti, se il problema sono le piccole labbra. Ed ha preso appuntamento per fare una labioplastica. Andiamo a casa, apro l’armadio e lei (S.) si illumina d’immenso. Le faccio vedere il mio vestitino fucsia, non ci pensa due volte e se lo indossa. “Sto bene? Sai… anche se sono vecchia ancora gli dò. I ragazzi mi cercano, vuol dire che piaccio, no?”. Le chiedo se è passivo o attivo sapendo già la risposta: “Io sono proprio checca, tesoro. Ti posso chiedere un piacere?”.

(Continua…)